Come cambierà la sicurezza digitale nelle reti di nuova generazione

Il panorama delle reti di nuova generazione è caratterizzato da una notevole complessità. Si intrecciano tecnologie avanzate come il cloud, l’elaborazione ai confini (edge computing) e l’intelligenza artificiale, creando un ambiente eterogeneo ma collegato da un elemento comune: i servizi. Come affermato da Andrea Billet, Responsabile del Servizio Certificazione e Supervisione presso l’Agenzia Nazionale per la Cybersecurity (ACN), durante la conferenza internazionale “5G&Co. – Everything is connected”, organizzata dal CNIT a Roma, “più vasta è l’area esposta, maggiore sarà la minaccia, e di conseguenza l’impegno richiesto a chi, a livello nazionale, è incaricato di gestire le criticità”. Secondo Billet, l’ambito digitale richiede regole, ma la sua natura priva di confini implica che occorra sviluppare sistemi regolatori che non siano in conflitto tra loro.

Un tema centrale, in questo contesto, è rappresentato dal “toolbox” europeo per il 5G, una vera e propria “cassetta degli attrezzi” che offre linee guida ai Paesi per l’implementazione delle reti mobili di nuova generazione.

Inoltre, Billet ha sottolineato l’importanza dell’intelligenza artificiale, un campo che sta diventando sempre più rilevante. L’ACN, insieme a ENISA, l’Agenzia Europea per la Cybersecurity, sta lavorando per definire modalità efficaci di governance per l’IA, affrontando dubbi legittimi e costruendo framework di controllo. “In questo processo, collaboriamo anche con aziende che hanno sviluppato applicazioni di largo uso, come OpenAI e Anthropic”, ha aggiunto.

L’attività dell’ACN, tuttavia, non si limita solo alla gestione delle tecnologie emergenti. Come ha ribadito Billet, “Il successo del 5G sarà misurato dalla capacità di offrire servizi concreti agli utenti”. A tale proposito, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) svolge un ruolo fondamentale, facilitando un processo di qualificazione che consente di selezionare gli operatori che forniranno servizi alla Pubblica Amministrazione, con specifici requisiti tecnici e organizzativi. L’obiettivo è migliorare l’accesso ai servizi pubblici da parte dei cittadini, sfruttando il 5G come elemento chiave. Sarà infatti tramite i dispositivi mobili che si accederà a questi servizi, ma ciò richiede una pianificazione accurata e un’integrazione ben progettata.

La sfida principale, quando si parla di 5G e cybersecurity, è la convergenza tecnologica. Il vantaggio dell’ACN è la possibilità di affrontare le problematiche in modo unificato, lavorando su più fronti per promuovere una visione integrata dell’Italia all’interno dell’Europa. Concludendo, Billet ha affermato: “L’obiettivo comune è incentivare l’innovazione delle reti, assicurandosi che le tecnologie mobili vengano scrutinate e integrate con un approccio attento e coordinato”.

Che cos’è Figma e quanto può essere utile per la progettazione di un sito web

La progettazione di un sito web non è mai stata così fluida e collaborativa grazie a strumenti innovativi come Figma. Se sei un designer, sviluppatore, o anche un semplice appassionato di web design, sicuramente avrai sentito parlare di questa potente piattaforma. Ma che cos’è Figma, come funziona e perché è così importante nella progettazione di un sito web? In questo articolo, esploreremo queste domande e scopriremo perché Figma sta diventando uno degli strumenti di design più utilizzati nel settore.

Cos’è Figma?

Figma è una piattaforma di design collaborativo basata su cloud che permette a più utenti di lavorare simultaneamente su un progetto. È uno strumento multifunzionale che consente la progettazione grafica, la creazione di prototipi, il design di interfacce utente (UI) e l’esperienza utente (UX), e la collaborazione in tempo reale. A differenza di software tradizionali come Adobe XD o Sketch, Figma non necessita di un’applicazione desktop, ed è accessibile direttamente dal browser.

La sua caratteristica principale è la collaborazione in tempo reale: più persone possono lavorare su un progetto contemporaneamente, visualizzando modifiche istantanee, senza doversi preoccupare di versioni o conflitti. Questo è particolarmente utile quando si lavora in team, magari con designer, sviluppatori e project manager distribuiti in luoghi diversi.

Come funziona Figma?

Figma offre una serie di strumenti per il design che spaziano dalla creazione di layout alla prototipazione interattiva. I principali aspetti che lo rendono unico sono:

  1. Editor basato su browser: non è necessario installare alcun software. Figma funziona completamente online, e tutti i file sono salvati nel cloud.
  2. Collaborazione in tempo reale: più utenti possono lavorare sullo stesso file simultaneamente, con la possibilità di lasciare commenti e note direttamente nel progetto.
  3. Design vettoriale: Figma è perfetto per creare grafica vettoriale, il che significa che i design possono essere scalati senza perdere qualità.
  4. Prototipazione interattiva: è possibile creare prototipi interattivi direttamente su Figma, rendendo facile simulare il comportamento del sito senza dover scrivere codice.
  5. Componenti riutilizzabili: Figma permette di creare componenti riutilizzabili (come bottoni, moduli, card) che possono essere facilmente modificati in tutto il progetto.
  6. Integrazione con altri strumenti: Figma offre anche numerosi plugin che consentono di integrare strumenti di terze parti, facilitando il flusso di lavoro.

Figma per la progettazione di un sito web

Quando si parla di progettazione di un sito web, Figma offre numerosi vantaggi che possono semplificare e velocizzare l’intero processo. Vediamo alcuni dei principali motivi per cui Figma è utile nella progettazione di un sito web.

1. Progettazione visuale senza limiti

Figma offre un ambiente di lavoro flessibile, dove puoi progettare ogni dettaglio della UI del sito web, dai layout alle animazioni. Puoi facilmente creare wireframe, mockup, e design dettagliati senza preoccuparti dei limiti imposti da altri strumenti. Inoltre, la creazione di design responsive per dispositivi mobili, tablet e desktop è semplice, grazie alle funzionalità di griglie e layout fluidi.

2. Prototipi interattivi

Figma non si limita alla progettazione statica. Con la funzionalità di prototipazione, puoi creare esperienze interattive che simulano come il sito web funzionerà una volta lanciato. Puoi aggiungere transizioni, animazioni e interazioni tra le varie schermate, consentendo al cliente o al team di visualizzare l’esperienza utente completa prima di passare alla fase di sviluppo.

3. Collaborazione in tempo reale

La possibilità di lavorare contemporaneamente con altre persone è forse uno dei maggiori vantaggi di Figma. Se stai creando un sito web in team, con designer, sviluppatori e project manager coinvolti, Figma facilita la comunicazione. Tutti possono contribuire al progetto, fare modifiche, discutere il design e lasciare commenti senza doversi incontrare fisicamente o scambiarsi file pesanti via email.

4. Accessibilità e compatibilità

Essendo uno strumento basato su cloud, Figma è accessibile da qualsiasi dispositivo connesso a Internet. Non è necessario avere un computer potente per lavorare su Figma, il che rende facile lavorare in mobilità o da più postazioni. Inoltre, Figma è compatibile con diversi sistemi operativi (Windows, macOS, Linux), quindi il team può usare dispositivi diversi senza problemi.

5. Facilità di passaggio alla fase di sviluppo

Un altro vantaggio importante di Figma è la facilità con cui i progettisti possono condividere il loro lavoro con gli sviluppatori. I file Figma possono essere esportati in vari formati (SVG, PNG, PDF, etc.), ma la piattaforma permette anche di generare direttamente il codice CSS da usare nello sviluppo del sito. Questo semplifica notevolmente il passaggio dal design alla fase di sviluppo, riducendo il rischio di errori di interpretazione tra il team di design e quello di sviluppo.

6. Gestione delle versioni

Figma salva automaticamente tutte le modifiche e permette di tornare indietro a versioni precedenti in qualsiasi momento. Questo è particolarmente utile quando si lavora su un progetto complesso, dove potrebbero esserci diverse iterazioni e modifiche in corso. La gestione delle versioni elimina il rischio di perdita di dati e facilita la revisione del lavoro svolto.

Conclusioni

In sintesi, Figma è uno strumento incredibilmente potente e versatile per la progettazione di siti web. La sua capacità di favorire la collaborazione in tempo reale, la creazione di prototipi interattivi, la gestione delle versioni e l’accessibilità universale lo rende ideale per i team moderni che desiderano ottimizzare il flusso di lavoro e migliorare la qualità del prodotto finale. Se sei un designer o uno sviluppatore web, Figma può fare la differenza, rendendo il processo di progettazione più fluido, trasparente e collaborativo.

Non è un caso che Figma sia diventato lo strumento di riferimento per molti professionisti del design e che continui a guadagnare popolarità: è uno strumento che permette di risparmiare tempo, ridurre errori e creare esperienze utente di alta qualità.

Che cos’è HubSpot e come può essere utilizzato in una strategia di marketing?

HubSpot è una delle piattaforme di marketing automation più conosciute e apprezzate al mondo, utilizzata da aziende di ogni dimensione per ottimizzare e semplificare i processi di marketing e vendita. Ma cos’è esattamente HubSpot? E come può essere integrato efficacemente in una strategia di marketing? Scopriamolo insieme.

Che cos’è HubSpot?

HubSpot è una suite di software all-in-one progettata per aiutare le aziende a crescere, concentrandosi su quattro aree principali: marketing, vendite, assistenza clienti e gestione dei contenuti. Fondata nel 2006, HubSpot è diventata uno degli strumenti più importanti nel panorama del marketing digitale, grazie alla sua capacità di integrare e automatizzare diversi aspetti delle attività aziendali.

La piattaforma offre una serie di strumenti che spaziano dalla creazione di landing page alla gestione delle email, dalla SEO all’analisi dei dati, dal social media marketing all’automazione dei flussi di lavoro. In altre parole, HubSpot permette di raccogliere, organizzare e analizzare dati sui clienti, migliorando l’interazione con loro e ottimizzando il processo di acquisizione e conversione.

Le funzionalità principali di HubSpot

HubSpot offre una serie di funzionalità che possono essere utilizzate in modo sinergico per potenziare la strategia di marketing di un’azienda. Ecco le più rilevanti:

  1. Marketing Automation: HubSpot consente di automatizzare una serie di attività, come l’invio di email personalizzate, la segmentazione del pubblico e la creazione di flussi di lavoro automatici. Questo permette di risparmiare tempo e ridurre gli errori umani, migliorando al contempo l’efficienza della campagna.
  2. CRM (Customer Relationship Management): HubSpot integra un CRM gratuito che centralizza tutte le informazioni sui contatti e le interazioni con i clienti. Con un CRM efficiente, è possibile monitorare ogni fase del ciclo di vita del cliente, dalle prime interazioni alla conversione finale, facilitando una comunicazione più mirata e personalizzata.
  3. Creazione di contenuti e SEO: HubSpot offre strumenti avanzati per la creazione e gestione dei contenuti, inclusi blog, landing page, e-mail e risorse multimediali. Inoltre, la piattaforma integra un sistema di analisi SEO che aiuta a ottimizzare i contenuti per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca.
  4. Analisi e Reporting: HubSpot fornisce potenti strumenti di reporting per monitorare l’efficacia delle campagne di marketing. Le metriche possono riguardare il traffico web, le conversioni, il rendimento delle email e molto altro, consentendo di fare aggiustamenti in tempo reale per migliorare le performance.
  5. Social Media Management: La piattaforma consente di programmare, pubblicare e monitorare i post sui social media direttamente da HubSpot. Inoltre, è possibile misurare l’efficacia delle azioni sui social attraverso dashboard dedicate, migliorando il coinvolgimento e l’interazione con il pubblico.

Come utilizzare HubSpot in una strategia di marketing

Ora che abbiamo una panoramica delle principali funzionalità di HubSpot, vediamo come possono essere utilizzate per creare e ottimizzare una strategia di marketing. Ecco alcuni esempi pratici di come sfruttare la piattaforma:

1. Creare un funnel di marketing personalizzato

HubSpot permette di progettare funnel di marketing altamente personalizzati, che guidano i visitatori attraverso le fasi del processo di acquisto. Ad esempio, si può attrarre il pubblico con contenuti utili (come eBook, webinar o articoli) e successivamente nutrirlo con email mirate, spingendolo verso la conversione finale (ad esempio, un acquisto o una registrazione). Ogni interazione con il cliente può essere tracciata e analizzata, così da capire dove si trovano i lead nel funnel e come spingerli a fare il prossimo passo.

2. Segmentare il pubblico e inviare contenuti mirati

Uno dei punti di forza di HubSpot è la sua capacità di segmentare il pubblico in base a vari criteri, come l’età, la posizione geografica, le interazioni precedenti con il sito web e altro ancora. Questo consente di inviare messaggi altamente personalizzati, aumentando le probabilità di conversione. Ad esempio, se un lead ha scaricato un eBook su un determinato argomento, puoi inviargli successivamente un’email che proponga contenuti correlati o un’offerta speciale.

3. Automatizzare le campagne di email marketing

L’automazione delle email è un altro grande vantaggio di HubSpot. Con l’uso di flussi di lavoro automatizzati, è possibile inviare email a determinati gruppi di contatti in momenti specifici, aumentando l’efficacia delle campagne. Ad esempio, puoi creare una serie di email di benvenuto per i nuovi iscritti alla newsletter, oppure inviare messaggi mirati per ricordare ai clienti di completare un acquisto o rinnovare un abbonamento.

4. Ottimizzare il SEO dei contenuti

La SEO è una componente cruciale per il successo online, e HubSpot offre una serie di strumenti per ottimizzare i contenuti del sito web, dai blog alle landing page. Utilizzando gli strumenti SEO integrati, è possibile ricevere suggerimenti per migliorare la visibilità dei contenuti, analizzare le parole chiave, controllare il punteggio SEO delle pagine e implementare le best practices per il posizionamento sui motori di ricerca.

5. Monitorare i risultati e migliorare le performance

Una volta che le campagne sono attive, è fondamentale monitorare costantemente i risultati. HubSpot offre report dettagliati che consentono di analizzare ogni aspetto delle tue attività di marketing, dai tassi di apertura delle email al traffico sul sito web. Queste informazioni ti permettono di fare aggiustamenti in tempo reale e migliorare le tue strategie.

Conclusioni

In definitiva, HubSpot è una piattaforma versatile e potente che può essere integrata con successo in una strategia di marketing digitale. Grazie alla sua suite di strumenti per l’automazione, la gestione delle relazioni con i clienti, la creazione di contenuti e l’analisi dei dati, HubSpot permette alle aziende di migliorare l’efficacia delle proprie campagne, ottimizzare il coinvolgimento del pubblico e incrementare le vendite.

Se desideri rendere più efficiente la tua strategia di marketing e ottenere risultati concreti, HubSpot potrebbe essere proprio ciò che stai cercando. La sua capacità di centralizzare e automatizzare le attività di marketing lo rende uno strumento indispensabile per qualsiasi azienda che vuole crescere nel competitivo mondo digitale di oggi.

Se non lo hai già fatto, vale sicuramente la pena di esplorare le potenzialità di HubSpot, magari iniziando con la versione gratuita e testando le funzionalità che meglio si adattano alle tue esigenze.

Quali sono i CMS più utilizzati per creare un sito web nel 2024

Nel vasto panorama dello sviluppo web, la scelta del Content Management System (CMS) giusto per il tuo sito web può fare la differenza tra un progetto di successo e uno che fatica a decollare. Con il continuo sviluppo della tecnologia e delle esigenze degli utenti, il 2024 vede un’evoluzione significativa nel panorama dei CMS più utilizzati. Scopriamo quali sono i protagonisti di quest’anno.

1. WordPress

WordPress continua a dominare il mercato dei CMS nel 2024, consolidando la sua posizione come leader indiscusso. La sua flessibilità, la vasta gamma di temi e plugin disponibili e la sua user-friendly interface lo rendono una scelta popolare sia per i principianti che per gli sviluppatori esperti. Inoltre, la comunità WordPress è estremamente attiva, offrendo supporto e risorse in abbondanza.

2. Joomla

Joomla mantiene la sua posizione come uno dei CMS più utilizzati nel 2024, soprattutto per progetti di medio-grandi dimensioni. Con una curva di apprendimento leggermente più ripida rispetto a WordPress, Joomla offre una maggiore flessibilità e potenza per gli utenti che necessitano di funzionalità avanzate. La sua robusta sicurezza e la capacità di gestire siti multilingua lo rendono una scelta preferita per aziende e organizzazioni internazionali.

3. Drupal

Drupal conserva il suo status di CMS di fascia alta nel 2024, rivolto principalmente agli sviluppatori e alle aziende che richiedono una soluzione altamente personalizzabile e scalabile. Con una curva di apprendimento più impegnativa, Drupal offre un controllo senza pari sulla struttura e sulle funzionalità del sito web. È particolarmente adatto per progetti complessi che richiedono una gestione avanzata dei contenuti e una sicurezza robusta.

4. Shopify

Per chi cerca una soluzione dedicata al commercio elettronico, Shopify è la scelta principale nel 2024. Con un’interfaccia intuitiva e una vasta gamma di funzionalità per la gestione delle vendite online, Shopify facilita la creazione e la gestione di negozi virtuali di successo. La sua integrazione con servizi di pagamento e di spedizione lo rende una scelta ideale per gli imprenditori che desiderano lanciare rapidamente un’attività di e-commerce.

5. Magento

Magento continua a essere una scelta popolare per i siti di e-commerce di grandi dimensioni e ad alta complessità nel 2024. Con la sua architettura altamente scalabile e le potenti funzionalità di personalizzazione, Magento è adatto per aziende che gestiscono un volume elevato di transazioni e richiedono un controllo completo sulle operazioni di vendita online.

Conclusione

La scelta del CMS giusto dipende dalle esigenze specifiche del tuo progetto. Mentre WordPress rimane una scelta versatile e popolare per una vasta gamma di siti web, altri CMS come Joomla, Drupal, Shopify e Magento offrono soluzioni specializzate per casi d’uso specifici. Prima di prendere una decisione, valuta attentamente le caratteristiche e le esigenze del tuo sito web per assicurarti di scegliere il CMS più adatto alle tue esigenze nel 2024.

Esplorando MongoDB: Il Database NoSQL per l’era dei Big Data

Nell’epoca in cui i dati sono il motore trainante di molte attività, la scelta del database giusto diventa cruciale per il successo di un progetto. Tra le molte opzioni disponibili, MongoDB si distingue come uno dei principali database NoSQL, offrendo flessibilità, scalabilità e prestazioni eccezionali. In questo articolo, esploreremo le caratteristiche, i vantaggi e le applicazioni di MongoDB, e perché è una scelta popolare per molte aziende e sviluppatori.

Che cos’è MongoDB?

MongoDB è un database NoSQL, il che significa che si differenzia dai tradizionali database relazionali (come MySQL o PostgreSQL) nel modo in cui memorizza e organizza i dati. Utilizza un modello di dati flessibile basato su documenti JSON (JavaScript Object Notation), consentendo agli sviluppatori di memorizzare e interrogare dati di strutture complesse in modo efficiente.

Caratteristiche principali di MongoDB

  1. Documenti JSON: MongoDB memorizza i dati in documenti BSON (Binary JSON), che possono contenere dati strutturati, array e documenti nidificati, offrendo una maggiore flessibilità rispetto alle rigide tabelle dei database relazionali.
  2. Scalabilità orizzontale: MongoDB è progettato per scalare orizzontalmente in modo efficiente, consentendo di distribuire i dati su più nodi e gestire carichi di lavoro in continua crescita senza compromettere le prestazioni.
  3. Indicizzazione potente: Supporta una vasta gamma di indici, inclusi indici composti e geospaziali, per ottimizzare le query e migliorare le prestazioni delle interrogazioni.
  4. Aggregazioni avanzate: MongoDB offre un’ampia gamma di operazioni di aggregazione che consentono di elaborare e analizzare i dati direttamente nel database, riducendo la necessità di trasferire grandi quantità di dati lato client.
  5. Ripartizione dei dati automatica: Utilizzando la sharding, MongoDB distribuisce automaticamente i dati su più nodi, garantendo un’allocazione efficiente delle risorse e una maggiore disponibilità.

Applicazioni di MongoDB

MongoDB è ampiamente utilizzato in una varietà di settori e scenari applicativi, tra cui:

  • Applicazioni web e mobile: Grazie alla sua flessibilità e scalabilità, MongoDB è una scelta popolare per lo sviluppo di applicazioni web e mobile che gestiscono una grande quantità di dati.
  • Analisi dei Big Data: MongoDB è spesso utilizzato come parte di pipeline di dati per l’elaborazione e l’analisi dei Big Data, consentendo di memorizzare, elaborare e analizzare dati strutturati e non strutturati in un’unica piattaforma.
  • Gestione dei contenuti: Molte piattaforme di gestione dei contenuti (CMS) e sistemi di gestione dei contenuti aziendali (ECM) utilizzano MongoDB per la gestione e la distribuzione dei contenuti su larga scala.
  • Sistemi di gestione delle identità e delle sessioni: MongoDB è adatto per la memorizzazione e la gestione di grandi volumi di dati relativi alle identità degli utenti e alle sessioni di accesso.

Conclusioni

MongoDB continua a guadagnare popolarità come una potente soluzione di database NoSQL per le moderne applicazioni basate sui dati. Con la sua flessibilità, scalabilità e prestazioni eccezionali, è diventato una scelta chiave per molte aziende e sviluppatori che cercano di affrontare le sfide dei Big Data e di creare applicazioni scalabili e performanti. Se sei alla ricerca di un database che possa adattarsi alle esigenze in continua evoluzione del tuo progetto, MongoDB potrebbe essere la scelta giusta per te.

Sito vetrina, landing page o e-commerce: cosa scegliere per la propria attività?

Oggi, per ogni attività commerciale, è diventato fondamentale essere presenti online, per intercettare gli utenti, far conoscere il brand, i prodotti e servizi, fornendo tutte le informazioni al riguardo.

Esistono diverse tipologie di siti web, che si differenziano per funzionalità, design, struttura dei contenuti, per questo, prima di procedere alla creazione è importante rispondere a due domande:

Quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere attraverso il sito web? Chi lo userà?

Le risposte permetteranno di delineare la tipologia e le caratteristiche più adatte al singolo caso.

Tra i siti web più comuni possiamo distinguere tre categorie:

  • Sito vetrina;
  • Landing page;
  • E-commerce.

Siti vetrina

Il sito vetrina, è caratterizzato da una struttura più o meno complessa, con più pagine, che solitamente comprendono:

  • Una o più pagine con l’obiettivo di fornire informazioni sull’azienda, sui servizi o prodotti;
  • Una pagina che ha l’obiettivo di raccontare la storia dell’azienda, la mission, la vision, la composizione del team;
  • Una pagina di contatto, solitamente contenente un form;

Altre funzionalità e sezioni di contenuto specifiche sono:

  • Il portfolio, che mostra in concreto i lavori svolti;
  • Feedback;
  • Il Blog aziendale, utile anche per generare traffico e migliorare il posizionamento sui motori di ricerca;
  • FAQ, risposte a una serie di domande frequenti;
  • Chat, per dare informazioni aggiuntive in tempo reale;
  • Call to action, pulsanti che risaltano all’interno della pagina con l’obiettivo di invogliare l’utente a compiere un’azione (come “Chiama ora” o “Iscriviti alla newsletter”).

Solitamente il sito vetrina è la scelta prediletta per imprese e professionisti di qualsiasi dimensione e settore, avendo il vantaggio di presentare al meglio ogni aspetto legato all’attività, acquisire nuovi clienti e fidelizzare quelli esistenti.

Landing page

Traducibile come “pagina di atterraggio”, si tratta di singole pagine web a cui l’utente arriva solitamente attraverso delle campagne promozionali, come inserzioni a pagamento di Facebook o Google, oppure mail marketing.

Queste trattano di un argomento specifico, ad esempio il lancio di un prodotto o un evento, e hanno come obiettivo la conversione, che può essere lead generation (acquisizione di contatti), l’iscrizione a una newsletter, il download di un contenuto. Tutte azioni che manifestano l’interesse verso un prodotto o servizio.

Molto spesso il termine landing page viene erroneamente utilizzato per indicare siti web one page. Sebbene la struttura ricorda in molti aspetti lo scheletro di una home page a differenziarli è proprio l’obiettivo finale: la landing page ha un obiettivo di marketing ben specifico, inserita in una strategia di marketing più ampia, per questo non può sostituire un sito vetrina, anzi, molto spesso rimanda al sito principale.

Le landing page solitamente sono composte da:

  • Contenuti strutturati e focalizzati a promuovere un determinato prodotto e servizio;
  • Call to action e copy accattivanti che fanno leva sull’immediatezza e chiarezza.

Se ben strutturata, la landing page può fornire strumenti di analisi avanzanti, trovare nuovi clienti e migliorare il business.

E-commerce

L’e-commerce ha l’obiettivo di vendere prodotti e servizi, gestendo le transazioni economiche. Ecco perché si parla anche di negozio online.

Attraverso l’e-commerce si offre ai clienti un’esperienza di acquisto efficace, consentendo loro di sfogliare, selezionare, e acquistare i prodotti desiderati in modo semplice.

È fondamentale concentrarsi sull’organizzazione del catalogo per agevolare il più possibile la fase di ricerca e di decisione d’acquisto, organizzando i prodotti in categorie e sottocategorie, inserendo un campo per la ricerca testuale e filtri, schede di prodotti e servizi complete.

I vantaggi dell’e-commerce risiedono nella possibilità di raggiungere nuove fette di mercato e aumentare le vendite, ma anche nel contenimento delle spese di gestione e nell’accesso a informazioni come il monitoraggio delle performance dei prodotti e delle preferenze dei clienti, dati utili a pianificare azioni commerciali sia online che offline, ottimizzando la strategia di vendita.

In un e-commerce tutto ruota attorno alla vendita quindi le pagine riguardanti l’azienda, la sua storia e la sua mission sono ridotte al minimo se non completamente assenti, sostituite da sezioni come l’area utente, la sezione dei prodotti preferiti, il carrello della spesa, FAQ e customer care.

In linea di massima possiamo far rientrare ogni sito web in una di queste tipologie, ma, a seconda del caso, può nascere la necessità di combinare più categorie.

Come Google Maps sta sfruttando l’intelligenza artificiale

Quando si è iniziato a parlare di intelligenza artificiale era difficile immaginare delle applicazioni concrete di questa che potessero far parte del nostro quotidiano. A distanza di poco tempo, però, sentiamo parlare sempre più di modi in cui questa viene sfruttata nella vita di tutti i giorni.

Un esempio è il modo in cui Google Maps, l’app più utilizzata per gli spostamenti, ha integrato l’Ai nel nuovo aggiornamento, potenziando le tecnologie già proposte da tempo e aggiungendo nuove funzioni che arricchiscono e completano la ricerca di informazioni per pianificare spostamenti e navigare.

Il primo campo di applicazione riguarda l’opzione della visuale tridimensionale, che nel nuovo aggiornamento verrà potenziata da un calcolo, permesso proprio dall’impiego dell’intelligenza artificiale, che aiuterà l’utente a scegliere il percorso migliore che riduca i consumi e salvaguardi l’ambiente.

L’obiettivo di Google Maps è sempre stato quello di rendere le mappe più intuitive possibili e utili nei casi più disparati, perciò ha trovato nell’intelligenza artificiale un prezioso alleato. 

Tra le novità presentate la più interessante è sicuramente l’Immersive Live View, visualizzazione immersiva, già anticipata ma ora pronta a prendere piede. Questa permetterà di esplorare i luoghi da remoto come se fossimo realmente presenti, sorvolando l’area virtualmente, vedendo come cambia a seconda delle ore del giorno e del meteo, con la possibilità di scendere a livello della strada, dando un’occhiata a negozi, bar e in generale all’atmosfera che emana.

Secondo una recente ricerca condotta sul territorio italiano da Censuswide per Google, il 90% degli utenti interpellati controlla l’anteprima visiva del percorso prima del viaggio, trovandola una delle funzioni più utili. Con Immersive Live View la preview del percorso sarà dettagliatissima.

Questa funzione impiega l’intelligenza artificiale e computer vision, fondendo insieme miliardi di immagini street view, satellitari e aeree, con tecniche varie che permettono di ricreare i luoghi.

La live view riguarderà nei prossimi mesi anche luoghi al chiuso, con 1000 nuovi aeroporti, stazioni ferroviarie e centri commerciali, rendendo semplicissimo orientarsi anche all’interno.

La funzione Ricerca con Live View, invece, è stata aggiornata in Lens in Maps, che si prefigge lo scopo di permettere all’utente di muoversi in località sconosciute come se fossero luoghi familiari. Una volta toccata l’icona e inquadrato l’ambiente si potranno vedere in sovraimpressione, grazie alla realtà aumentata, una serie di informazioni su fermate di mezzi di trasporto, bancomat, negozi, ristoranti circostanti e molto altro.

Per chi utilizza Maps per gli spostamenti in auto le novità riguardano indicazioni più precise nelle uscite o snodi autostradali più confusionari e la visualizzazione di edifici con una grafica realistica, che aiuti a comprendere al meglio il percorso.

L’intelligenza artificiale entra in gioco per aggiornare in modo più tempestivo e preciso i limiti di velocità nei tratti di strada percorsi.

I possessori di auto elettriche potranno accedere a informazioni sulla tipologia, capacità e compatibilità di stazioni di ricarica nelle vicinanze o in luoghi scelti.

Infine, la ricerca in Google Maps si sta evolvendo per dare ancora più risposte agli utenti. Cercando qualcosa di specifico come il posto migliore per acquistare una tipologia di abbigliamento o un’attività da fare per il weekend si otterranno risultati fotografici che si basano sull’analisi di miliardi di foto condivise dalla comunità Google Maps e riordinate dall’intelligenza artificiale con modelli avanzati di riconoscimento. Basterà scorrere i risultati per scoprire di più e salvare le opzioni in un elenco consultabile in seguito.

Tramite l’impiego dell’intelligenza artificiale, quindi, Google Maps sta attivamente trasformando il modo in cui le persone esplorano e navigano.

Digital service act: nuove norme europee sulla sicurezza e trasparenza delle aziende digitali

Il 25 agosto è entrato in vigore il digital services act (DSA), il nuovo regolamento europeo sulla responsabilità delle piattaforme per i contenuti online. Si tratta di un aggiornamento necessario della direttiva sul commercio elettronico che risaliva al 2000 e che mal si adattava al web come lo conosciamo oggi.

Il nuovo regolamento si applicherà in modo indistinto in tutta l’Unione Europea, garantendo agli utenti gli stessi diritti ovunque e facilitando il lavoro delle aziende che non dovranno confrontarsi con la legislazione di ogni singolo paese europeo. 

L’applicazione riguarda tutti gli intermediari online, dai motori di ricerca ai social network, marketplace, servizi di hosting ecc. che dovranno sottostare a richieste più stringenti a seconda della loro grandezza. Infatti, la commissione europea ha stilato un elenco che identifica le cosiddette “VLOP”, very large online platforms e le “VLOSE”, very large online search engines, ovvero tutte le piattaforme e motori di ricerca che superano i 45 milioni di utenti mensili attivi in Europa, che corrisponde al 10% della popolazione dell’unione. All’interno di questo elenco rientrano social come Facebook, Instagram, Snapchat, Tiktok, X (ex Twitter), Linkedin, Pinterest, Youtube, marketplace come Amazon, Zalando, Google Shopping, Aliexpress e Alibaba, servizi di prenotazione come Booking.com, gli store per le applicazioni come App Store e Google Play, e poi Google Maps, Wikipedia, e i motori di ricerca come Google e Bing.

Le nuove norme riguardano:

  • La segnalazione dei contenuti. Con la precedente norma le piattaforme erano ritenute responsabili per il caricamento di contenuti illegali da parte degli utenti solo se, una volta venute a conoscenza, non avessero provveduto alla loro rimozione. Il principio rimane invariato ma le big tech dovranno dotarsi di un team dedicato alle segnalazioni provenienti dagli utenti e dalle autorità.

Le piattaforme potranno procedere alla rimozione dei contenuti o sospensione gli utenti previo avviso che specifichi in modo chiaro la motivazione. Non basterà quindi dire che si sono violati i termini e condizioni in modo generico.

Gli stessi termini e condizioni dovranno essere esposti in modo più chiaro e semplice.

In modo analogo al controllo dei contenuti delle piattaforme social, i marketplace dovranno verificare che non sia venduta merce illegale.

  • Analisi del rischio sistemico. Il DSA prevede l’obbligo annuale per le piattaforme di redigere un report che valuti i rischi per i diritti fondamentali, la libertà di espressione, il dibattito pubblico, i minori, derivanti da un abuso o uso illegittimo dei loro servizi. Individuati questi rischi dovranno presentare delle soluzioni per mitigarne l’impatto, come l’uso di algoritmi che raccomandino certi contenuti piuttosto che altri o la modifica di termini e condizioni.

Per verificare che le aziende facciano il possibile potranno essere sottoposte ad audit esterni delle autorità o ricercatori.

  • Algoritmi, pubblicità e dark pattern. Le aziende saranno tenute a spiegare su quali parametri lavorano gli algoritmi di raccomandazione dei contenuti. L’utente potrà decidere, inoltre, di vedere i post nel modo in cui l’algoritmo li propone, quindi in modo personalizzato, oppure in modo cronologico, con la possibilità di essere meno soggetti ad influenze esterne.

Per limitare l’influenza delle pubblicità online questa non potrà avvalersi di informazioni che riguardano dati sensibili come ad esempio la religione, salute, orientamento sessuale, come non potrà utilizzare dati dei minori per proporre loro pubblicità personalizzata.

Le aziende dovranno tener traccia degli investitori pubblicitari conservando, per ogni post pubblicitario, le informazioni riguardo chi lo ha pubblicizzato e chi ha pagato la sponsorizzazione, per quanto tempo è stato mostrato e a quale gruppo di persone (età, sesso, interessi, localizzazione).

Saranno poi vietati i dark pattern, metodi che servono a indirizzare gli utenti verso scelte precise (come ad esempio il pulsante “accetta” nei banner dei cookie solitamente colorato in modo diverso rispetto agli altri).

Come hanno risposto le aziende

La piattaforma di tiktok ha presentato ad agosto i suoi aggiornamenti finali che comprendono una maggior facilità nella segnalazione dei contenuti illegali, più informazioni su come vengono moderati i contenuti e sul funzionamento del sistema di raccomandazione e una maggior tutela per i minori.

Google ha ricordato che molte delle richieste contenute nel DSA sono in atto già da tempo e ha migliorato il suo Transparency center, l’elenco di tutti gli investitori pubblicitari che mostrano i loro ads sui servizi di Google.

Amazon e Zalando, invece, hanno contestato alla corte di giustizia dell’Unione Europea di rientrare tra le VLOP.

Per ora i cambiamenti riguardano solo gli utenti europei ma non si esclude il fatto che le nuove tutele possano estendersi a livello globale. Anche gli Stati Uniti da qualche anno stanno discutendo di aggiornare le norme in tal senso considerando che la loro legge di riferimento risale al 1996, quando Google e social network non esistevano ancora.

In Cina, invece, dove molte delle aziende nominate non sono presenti, è già in vigore da tempo una norma volta a regolare l’uso degli algoritmi da parte delle piattaforme nella promozione di certi contenuti.

Da febbraio 2024 il DSA diventerà vincolante anche per tutte le piattaforme con meno di 45 milioni di utenti mensili. Molti paesi, tra cui l’Italia, però, non hanno ancora designato l’autorità nazionale che si occuperà di garantire il rispetto delle norme.

Come autorizzare la gestione delle pagine aziendali di Facebook e Instagram

Le pagine Facebook e i profili Instagram aziendali sono un mezzo per prendersi cura dei propri clienti e trovarne di nuovi.

Affinché funzionino però bisogna pubblicare contenuti, rispondere a eventuali commenti e messaggi. Dagli insight delle pagine si possono scoprire quali post piacciono di più alle persone in modo da prendere decisioni consapevoli su quali contenuti sono più efficaci per la pagina, consolidando il pubblico e facendo in modo che un numero sempre maggiore di persone interagisca con l’azienda.

La gestione richiede tempo quindi in alternativa si può decidere di affidarla a dei professionisti che si occuperanno di eseguire al meglio tutte queste attività.

Per autorizzare e concedere la gestione bisognerà prima di tutto assicurarsi di avere l’accesso e il controllo completo sulle attività della pagina in questione. Solo in questo modo si potranno aggiungere, modificare o rimuovere persone.

A questo punto si dovrà:

  1. Accedere a Facebook, quindi cliccare sull’immagine del profilo in alto a destra;
  2. Cliccare su “Vedi tutti i profili” e selezionare la pagina in questione;
  3. Dal menù di sinistra selezionare “Impostazioni” > “Nuova esperienza delle pagine”;
  4. In corrispondenza di “Persone con l’accesso a Facebook” cliccare “Aggiungi”, digitando nella barra di ricerca il nome o l’indirizzo e-mail della persona alla quale concedere la gestione.

Si potrà scegliere di concedere il controllo completo o parziale. 

La gestione potrà avvenire direttamente sulle piattaforme o utilizzando altri strumenti di gestione, come Meta Business Suite, Creator Studio, Gestione inserzioni o Business Manager.

Terminata la procedura la persona riceverà un’e-mail per accettare l’invito ad accedere alla pagina.

Come approvare una richiesta di controllo

Anche per approvare richieste di gestione relative alle tue pagine aziendali è necessario essere il titolare delle pagine e averne il controllo completo.

  1. Dopo aver fatto l’accesso a Facebook e aver aperto la pagina bisognerà selezionare dal menù a sinistra “Impostazioni della pagina” > “Ruoli della pagina”;
  2. La richiesta si troverà in “Richiesta di collaborazione o richieste di controllo”;
  3. Selezionando “Rispondi alla richiesta” > “Garantisci a (nome del business manager) l’accesso alla mia Pagina”, se si tratta di una richiesta di collaborazione, o “Trasferisci il controllo della mia pagina” se si tratta di una richiesta di controllo.

In alternativa si può approvare una richiesta di controllo dal Business Manager.

  1. Una volta fatto l’accesso al Business Manager, dal menù di sinistra bisognerà selezionare “Impostazioni di business manager” e cliccare su richieste;
  2. Cliccando sulla tab “Ricevute” si visualizzeranno le aziende che hanno richiesto l’accesso alla pagina;
  3. Cliccando su “Approva” si acconsentirà l’accesso alla pagina e l’autorizzazione alla gestione.

Richiedere l’accesso a una pagina da un Account Business

Se si è possessori di un account business e si vuole richiedere l’accesso ad una pagina per la gestione si dovrà:

  1. Accedere alle impostazioni business;
  2. In “Account”, cliccare su “Pagine”;
  3. Cliccare sul pulsante blu con menù e discesa “Aggiungi”;
  4. Selezionare “Richiedi l’accesso a una pagina”, inserendo il nome o l’URL della pagina in questione.
  5. Dopo aver selezionato le autorizzazioni di cui si ha bisogno cliccare su “Richiedi accesso”.

L’amministratore della pagina o la persona che ha il controllo completo riceverà la richiesta. Una volta accettata la pagina verrà visualizzata nell’account business.

Da oggi tutti possono avere il verificato (spunta blu) su Instagram e Facebook

“Un bundle di abbonamento che ti aiuterà a consolidare la tua presenza su Instagram e Facebook”. È cosi che Meta descrive Meta Verified, un pacchetto a pagamento che offre:

  • La verifica dell’identità dell’utente tramite un documento ufficiale;
  • La protezione dell’account, tutelandolo da furti di identità attraverso un monitoraggio proattivo;
  • L’accesso all’assistenza diretta, che assicura un aiuto costante con possibilità di interagire e ricevere supporto per problemi relativi all’account;
  • Migliore visibilità e diffusione dei contenuti nelle funzioni di ricerca e fra i post e foto consigliate;
  • Funzioni esclusive per esprimersi.

La spunta blu non è altro che un segno grafico che contraddistingue un account verificato dagli altri, evidenziandolo tra i risultati di ricerca della piattaforma.

Nato come modo per combattere e limitare la diffusione di profili fake, un fenomeno ancora molto diffuso su tutte le piattaforme social esistenti, oggi è il modo per rafforzare l’identità dell’utente dal punto di vista ‘reputazionale’.

Per richiedere Meta Verified, o la cosiddetta “spunta blu”, sarà necessario che il profilo:

  • Appartenga ad un maggiorenne;
  • Sia completo in ogni suo aspetto, dalla foto profilo, alla biografia, contatti e uno storico di post pubblicati;
  • Sia di interesse pubblico, deve cioè essere ricercato di frequente all’interno della piattaforma;
  • Sia unico e veritiero, rappresentando in maniera univoca un personaggio pubblico o un’azienda.

L’invio della richiesta di verifica non assicura l’ottenimento della spunta, la decisione finale è a discrezione del team Meta. Potrebbe quindi essere necessario fare richiesta più volte prima di riceverla.

Il costo mensile del Meta Verified è di 13,99€ via web e 16,99€ via mobile (per dispositivi iOS e Android). Il prezzo è relativo ad una sola piattaforma, per averle entrambe bisognerà procedere all’acquisto di due abbonamenti separati.

Meta specifica che non ci saranno cambiamenti per gli account già verificati, che manterranno il loro badge verificato gratuitamente. Questo non li esclude dal richiederlo nuovamente, soprattutto perché l’azienda prevede di migliorare il servizio aggiungendo nuove funzioni e vantaggi che creino più valore per gli abbonati nel corso del tempo.

Già da tempo circolavano voci riguardo la possibilità che alcune funzioni in casa Meta diventassero a pagamento, alimentate dalla comparsa di tracce nel codice e nelle pagine di supporto dedicate agli utenti.

Twitter prima di Meta ha provato a puntare sul verificato, utilizzandolo come strumento per promuovere ed attrarre personaggi noti e allo stesso tempo trovare nuove voci in entrata per il bilancio della compagnia. Intento condiviso da Zuckerberg che ha visto crollare azioni e profitti Meta nell’ultimo trimestre del 2022, anche per via di investimenti rivelatosi azzardati, come quelli nel Metaverso.

Almeno per Meta però, la semplice idea di un badge verificato che chiunque può acquistare pagando una cifra mensile è giustificata dalla messa a disposizione di una serie di strumenti capaci di aumentare la visibilità degli account, aiutando i creator a rafforzare la propria presenza online.

Potremmo dire quindi che il piano di Meta di avvicina molto più a quello offerto da piattaforme come Linkedin, che tramite abbonamento premium consente di inviare messaggi diretti a tutti gli account (e non solo a quelli collegati, come nella versione free), e Youtube premium che da la possibilità di scaricare video e non avere pubblicità.

Nuova Zelanda e Australia sono stati i primi scelti per testare il nuovo piano in abbonamento, ora disponibile in tutto il mondo.